giovedì 7 novembre 2024

Ancora sull'Ente Morale di Sangro

 

Alcuni giorni fa ho scritto un articolo sullo spropositato aumento dei canoni enfiteutici e del prezzo di affrancazione dei terreni gestiti dall'Ente Morale di Sangro.
In aggiunta all'articolo è doveroso esporre ulteriori aspetti estimativi che, a parer mio, sono importanti per capire la portata delle decisioni dell'Ente Morale di Sangro.
Nel verbale del 21/12/2022 l'aumento dei canoni enfiteutici e del prezzo di affrancazione è motivato, giustamente ma sproporzionatamente, invocando la Sentenza di Corte Costituzionale 406/88 che in buona sostanza ribadisce la facoltà del concedente di aumentare i canoni ma, aggiunge, alla effettiva realtà economica.
L'altra motivazione invocata nel verbale è che l'Ente ha dei debiti fondiari di IMU, Consorzio di Bonifica e non meglio precisate imposte comunali e provinciali.
Atteso che i detentori di atto di enfiteusi sono chiamati in solido al pagamento di ogni tributo si deduce che le pendenze sarebbero interessate dalle quote assegnate in fitto a miglioria.
Innanzitutto chi è assegnatario di quota in fitto a miglioria paga i diritti di bonifica del locale Consorzio di Capitanata contestualmente al pagamento del canone enfiteutico direttamente all'Ente, mentre per l'IMU, che ricordo è un'imposta municipale, i vari commissari straordinari e i CdA, susseguitosi nel tempo, erano convinti che l'imposta non fosse dovuta in quanto terreni detenuti da Ente Morale e quindi mai richiesti ai conduttori (recentemente la Corte di Giustizia Tributaria di Foggia in primo grado ha abbracciato questa tesi).
Per capire la portata della decisione espongo un caso limite: un ipotetico agricoltore ha condotto una quota dell'Ente da molto tempo con assegnazione in fitto a miglioria; poco prima della delibera del 21/12/2022 il conduttore decide di costituire l'enfiteusi ed in un unico atto affrancare anche i canoni; in questo caso, mi domando, le pendenze dovute da questo conduttore perché devono gravare sui conduttori rimasti.
Su quest'ultimo punto va precisato ancora che è interpretazione giurisprudenziale che il diritto del concedente ed il diritto del detentore dell'utile dominio sono separati ed ognuno è responsabile del suo diritto.
Sul ruolo di organizzazione fondiaria va precisato altresì che è compito dell'Ente la quotazione (definizione dei confini delle quote) e la buona gestione delle strade poderali comuni già abbastanza compromesse e che incidono, tra l'altro, sul valore dei fondi.
Molte strade poderali in capo all'Ente sono state oggetto di espropri per pubblica utilità e successivi lavori per cavidotti di impianti alimentati da FER e per la rete di bonifica di capitanata che, come si evince dalla foto sottostante; durante i lavori di ampliamento della rete di bonifica sono stati ubicati i punti di prelievo prossimi a stradoni poderali rendendo difficoltoso il transito di mezzi pesanti.
In sintesi le problematiche dell'Ente Morale di Sangro non possono risolversi considerando all'attualità meramente un rapporto tra concedente ed enfiteuti ma vanno valutate organicamente.
Termino l'articolo allo stesso modo dell'altro, cioè la speranza che la nuova amministrazione comunale voglia sentire le ragioni dei conduttori rimasti e in armonia si addivenga ad una soluzione condivisa e che possa dare rilancio all'Ente Morale di Sangro.


 


venerdì 25 ottobre 2024

Quaderno di campagna on line e fascicolo aziendale

Con circolare n. 21371 del 14 marzo 2024 l'AGEA sanciva l'obbligatorietà del Quaderno di Campagna on line complementare all'aggiornamento del fascicolo aziendale.

Ricordo che l'AGEA ha messo a disposizione dei CAA uno strumento on line sul portale del SIAN per la tenuta e l'aggiornamento del quaderno di campagna che, di fatto, entra a far parte del fascicolo aziendale e deve essere aggiornato per ogni isola grafica definita nel piano colturale.

L'obbligatorietà partiva dall'anno in corso demandando, giustamente, la responsabilità della costituzione e l'aggiornamento ai CAA.

Con le istruzioni operative n. 58 del 20 maggio 2024 la stessa AGEA modificava l'obbligatorietà dell'aggiornamento del QDCA (Quaderno di Campagna dell'Agricoltore) a incoraggiamento alla costituzione e tenuta dello stesso chiarendo che le aziende che ottemperano a tale disposizione avranno un livello basso di rischio nei controlli a campione in loco.

Le istruzioni operative citate indicano che il QDCA può essere aggiornato dai CAA che hanno mandato dell'azienda agricola, dallo stesso imprenditore agricolo oppure, come è prevedibile da un prossimo accordo tra AGEA ed albi e collegi dei tecnici agricoli, dai professionisti incaricati; purtroppo è d'uopo chiedersi se ciò è dovuto alla sconsiderata decisione della stessa AGEA di estromettere i tecnici agricoli dai CAA.

L'ultima modalità, cioè quella demandata al professionista incaricato, potrà essere effettuata tramite interoperabilità, cioè il CAA produrrà al tecnico un file con le isole grafiche del piano colturale che saranno aggiornate in modalità massiva, con la cadenza di 30 giorni per le aziende agricole che utilizzano la lotta convenzionale e 7 giorni per le aziende che utilizzano la lotta biologica ed integrata.

Detto ciò mi chiedo come tali prescrizioni saranno rispettate nella realtà; infatti si dovrà tenere conto che l'agricoltore difatti dovrà pianificare i trattamenti infatti in mancanza potrà cadere nell'errore di sforare il numero di trattamenti l'anno per alcuni prodotti come pure una eccesso di dose per ettaro; in questo caso cosa succede per l'azienda agricola?

E' mio parere che si dovrà trovare un modo per dare l'accesso al QDCA on line al referente tecnico della farmacia agricola al fine di non incorrere in nessuna contestazione connessa all'utilizzo dei fitofarmaci.

martedì 8 ottobre 2024

Valore dei terreni agricoli

 


Lo scorso sette settembre La Repubblica, sulla rubrica di approfondimento di Affari e Finanza, ha pubblicato un articolo sul valore dei terreni in Italia.

L'articolo riprende il report di Coldiretti che, a sua volta, ha elaborato i dati forniti dal CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria).

Ne scaturisce un congelamento del valore dei terreni dovuto ai cambiamenti climatici e all'inflazione e, con l'aggiunta della siccità, i giovani agricoltori tendono ad affittare i terreni.

Il valore medio di un ettaro di terreno seminativo per l'Italia è di € 22.800, con punte al nord est dove il valore arriva ad € 47.000 e nord € 34.700, a valori di € 15.400 al centro fino ad arrivare al sud con valori di € 13.700 con picchi di caduta nelle isole di € 8.900 per ettaro.

Un primo risvolto negativo può essere il proliferarsi di vendite finalizzate all'installazione di impianti agri-voltaici.